Continuano le nostre rubriche sui consigli di viaggio, e dalla fredda Russia ci trasferiamo nell’altrettanto fredda Islanda. A dir la verità meno fredda di quanto sembri, e di quanto la gente pensi che lo sia. Seguendo lo spunto dell’amica Stefania, che ha ben descritto le peculiarità e le bellezze della Russia, cercherò di fare altrettanto raccontandovi qualcosa in più su questa splendida isola, visitata qualche anno fa. A metà strada tra Europa ed America, al limite del Circolo Polare Artico, custodisce alcune tra le più spettacolari meraviglie naturali del mondo e paesaggi unici, che comprendono vulcani, geyser, deserti di lava, laghi, ghiacciai, fiordi….

Conosciamo questa terra

La maggior parte delle persone etichettano l’Islanda, magari anche per via del suo nome “Iceland” (che tradotto significa “terra di ghiaccio”), come ad un posto iper-freddo e coperto perennemente di ghiaccio. Niente di più sbagliato. Il clima islandese è più temperato di quanto si pensi, grazie alla corrente nordatlantica, che si crea dalla corrente del golfo e investe in pieno l’isola.

Oddio, certo non siamo ai Caraibi. Le temperature medie estive vanno dai 11° a 15°, con punte massime, seppur molto rare, sui 25°. –in inverno, invece, la temperatura media si aggira sui 0° a Sud, sui -5/-10° negli altopiani interni e arriva sui -20° solo nella parte settentrionale dell’isola, meno colpita dalla corrente nord atlantica.

Il viaggio è dunque consigliato in estate, sicuramente la stagione migliore per godere di lunghe giornate, di un clima più mite e della possibilità di raggiungere qualsiasi zona. Sono però sicuro che quando sarete sull’aereo di ritorno vorrete vedere tutte quelle bellezze anche coperte dalla neve…

L’ambiente dominante dell’isola è quello della tundra, alla quale si alternano aree completamente desertiche e zone costiere frequentate da una gran varietà di uccelli marini, cetacei e foche. Ma, come dice il titolo della rubrica, l’Islanda è la terra del ghiaccio e del fuoco. Questo perché gran parte del territorio è ricoperto da ghiacciai, il più grande è il Vatnajökull, e allo stesso tempo ospita un grande numero di vulcani attivi, tra i più grandi d’Europa, e un attività geotermica come nessun altro paese del mondo.

Tra i principali vulcani dell’isola i il più importante è l’Hekla, con un’altitudine di 1500 metri. Le eruzioni avvengono sotto la spessa coltre di ghiaccio e provocano pericolose e imponenti inondazioni. Le manifestazioni geotermiche invece si presentano con gli spruzzi dei geyser: il più grande, lo Strokkur, lancia ogni cinque minuti, fino a 30 metri di altezza, un’enorme colonna di acqua in ebollizione.

In Islanda non avrete sicuramente problemi di spazio, di accalcamenti o di folle che vi disturbano, l’isola conta infatti 307.000 abitanti con una densità media di 3 abitanti per kilometro quadrato, la più bassa d’Europa. Circa il 94% della popolazione vive però nelle aree urbane, la maggiore parte nella capitale Reykjavik, (130 mila abitanti), per cui la densità si abbassa notevolmente nel resto del Paese. In certe zone potreste guidare anche per ore senza incontrare anima viva.

La Ring Road

Al di fuori dei centri abitati e di alcune aree più urbane, nella prossimità della capitale, le strade in Islanda sono pressoché tutte sterrate. C’è però una strada, la n.1, detta anche Ring Road, che compie l’intero perimetro dell’isola. Essa è percorribile anche con una normale auto, essendo quasi interamente asfaltata.

Il viaggio attraverso la Hringvegur, nome ufficiale della strada, porterà il viaggiatore dentro scenari naturali tra i più affascinanti al mondo: dalle incredibili penisole occidentali, dove si trova il vulcano Snæfell (famoso anche per essere stato citato nell’opera “Viaggio al centro della terra”), fino ai fiordi orientali dove la vita scorre tranquilla tra casette rosse di legno e fiordi mozzafiato a picco sul mare, passando per siti vulcanici, fumarole, solfatare, pozze ribollenti e fonti di acqua calda dove fermarsi per un bagno rilassante.

Percorrendo l’isola poi si incontrano spiagge di sabbia nera come a Vik o Hofn, dove sicuramente fotograferete intere colonie di pulcinelle di mare. Si può vedere l’incantevole baia di Jokulsarlon, fatta di piccoli iceberg galleggianti, che si staccano dall’immensa lingua glaciale del Vatnajokull (che arriva fino al mare). E ancora montagne innevate, deserti di sabbia, fino ad arrivare alla bella Aukureyri, seconda città dell’isola con 18.000 abitanti, nel Nord-Est del paese.

Per i più avventurieri, che noleggiano un fuoristrada, si aprono invece veramente le porte del paradiso: con un mezzo 4×4 è possibile percorrere le piste interne, attraversare i deserti, raggiungere lo spettacolare Landmannalaugar e l’Askja, provando l’emozione e l’adrenalina anche di guadare qualche fiume.

Curiosità

Vi lasciamo in questa prima puntata con una curiosità del tutto islandese: l’uso dei cognomi. Sull’isola i cognomi non sono tradizionali come i nostri, che si tramandano ai figli prendendo il quello del padre.

È in uso ancora il metodo vichingo, e i cognomi dei figli derivano dal nome proprio del padre con l’aggiunta di un suffisso “–son” per i maschi e “-dottir” per le femmine, suffisso che significa “il figlio di…”, “la figlia di…”

Autore – Mauro Libardoni